Tendenze Rosé d’Estate: dal Sinis tre vini Contini autoctoni che raccontano la Sardegna contemporanea - Contini 1898

Dalla Penisola del Sinis, un omaggio contemporaneo alla tradizione vitivinicola sarda a base di Nieddera. Tre rosé con sfumature diverse, voce identitaria di un territorio che sa innovare senza perdere le radici. Il 19 giugno al Palazzo Doglio, Cagliari, I Love Rosé, summit dei vini rosè della Sardegna

Il mondo del vino sta cambiando tonalità. Mentre il consumo globale rallenta, il rosé accelera: oggi rappresenta quasi il 10% della produzione mondiale di vino fermo, con oltre 21 milioni di ettolitri all’anno. Da semplice alternativa stagionale, è diventato un simbolo internazionale di freschezza, convivialità e stile. E l’Italia, con il 5% della produzione, gioca un ruolo sempre più centrale in questo scenario. 

I rosè della Cantina Contini 1898 di Cabras, tra i principali produttori del genere in Sardegna, rappresentano tre interpretazioni diverse dello stesso territorio, tra freschezza, eleganza e finezza aromatica. Dal più immediato Nieddera Rosé, alla mineralità strutturata de I Giganti Rosa, fino alle bollicine raffinate dell’Attilio Rosé, questi vini condividono un elemento essenziale: il Nieddera, vitigno autoctono di antichissime origini, originario della Valle del Tirso, di cui Contini è oggi principale produttrice e custode storica.

In occasione della terza edizione di I LOVE ROSÉ, in programma il 19 giugno 2025 a Palazzo Doglio di Cagliari, la cantina — riconosciuta tra i principali produttori di vini rosati in Sardegna — presenterà le sue ultime annate nelle sue etichette Rosé più conosciute, contribuendo a celebrare l’eccellenza enologica dell’isola in un evento che unisce degustazioni, cultura e intrattenimento.

Nieddera Rosé: Il Carattere Autentico della Valle del Tirso

Il Nieddera Rosé della Cantina Contini nasce dalla volontà di valorizzare uno dei vitigni più antichi e identitari della Sardegna: il Nieddera. Primo rosato prodotto dalla storica cantina di Cabras, questo IGT Valle del Tirso Rosato è ottenuto da uve Nieddera e vinificato interamente in acciaio, per esaltarne la freschezza, l’autenticità e il legame profondo con il territorio. Coltivato nella valle del fiume Tirso e nella penisola del Sinis, a pochi metri sul livello del mare, il Nieddera cresce su terreni sabbiosi, leggermente argillosi.

Il processo di vinificazione prevede una pigiadiraspatura seguita da una macerazione delle bucce per 12-24 ore, che conferisce al vino il suo caratteristico colore rosa carico luminoso con sfumature violacee. La fermentazione avviene a temperatura controllata (16-18°C) e l’affinamento si completa in acciaio per alcuni mesi.

Al naso, il Nieddera Rosé si distingue per finezza ed eleganza, accompagnate da note di frutta rossa come ciliegia e lampone, chiudendo su tocchi vegetali e salini. Al palato, offre un sorso vibrante e accattivante dove freschezza e sapidità creano un’ottima piacevolezza di beva con un finale persistente.

Servito fresco a 8-10°C, questo rosé è incredibilmente versatile a tavola: eccelle con salumi e formaggi freschi, ma trova il suo abbinamento ideale con i tagliolini all’astice, in un matrimonio perfetto tra terra e mare.

I Giganti Rosa: L’Eleganza delle Terre di Ossidiana

I Giganti Rosa è una delle ultime referenze della cantina, prodotta per la prima volta nel 2017, Rosato Tharros IGT è un blend raffinato di Cannonau e Nieddera, coltivati nelle Terre di Ossidiana e nella penisola del Sinis, fino a 100 metri sul livello del mare. I terreni, in parte alluvionali e sabbiosi, in parte di origine vulcanica, conferiscono al vino una mineralità distintiva.

La vinificazione è un processo meticoloso: dopo la pigiatura e una breve macerazione delle bucce (3-6 ore), i mosti vengono lavorati separatamente ma poi uniti per la fermentazione a basse temperature (16-18°C). L’affinamento avviene sui suoi lieviti, parte in barrique (10%) e parte in acciaio (90%) per almeno 6 mesi, seguiti da alcuni mesi in bottiglia.

Il risultato è un vino dal colore rosa tenue lucente con riflessi arancia, che al naso si rivela fine ed elegante, con tocchi di agrumi e note spiccate di lamponi e fragole, chiudendo su un finale minerale. Il sorso è fresco e deciso, di bella tensione, con ritorni agrumati e salini, buona persistenza e una chiusura finale equilibrata.

Servito a 10-12°C, “I Giganti Rosa” è il compagno ideale per antipasti, primi piatti, formaggi freschi, pesci e crostacei, dimostrandosi un vino estremamente versatile per le cene estive.

Attilio Rosé: Le Bollicine che Celebrano la Tradizione

L’Attilio Rosé è uno spumante prodotto esclusivamente da uve Nieddera, vitigno autoctono di antichissime origini. Coltivato nella valle del fiume Tirso e nella penisola del Sinis, su terreni alluvionali, sabbiosi e leggermente argillosi, il Nieddera per questo spumante proviene da impianti sia ad alberello di vigne adulte sia a spalliera.

La particolarità di questo vino risiede nel metodo di produzione: da una selezione speciale di uve Nieddera, attraverso una fermentazione naturale con metodo Martinotti, nasce uno spumante rosé elegante, caratterizzato da un perlage fine e persistente.

Il colore è un rosato tenue che si adagia su una delicata grana di bollicine. Al naso, intensità e finezza fanno da cornice a sensazioni inebrianti di fiori rosa e frutta rossa fresca. Al palato, il sorso è deciso e verticale, colpendo per la sua freschezza e sapidità.

L’Attilio Rosé, servito molto fresco a 4-6°C, è ottimo come aperitivo e trova un abbinamento perfetto con le fritture di pesce, esaltando le lunghe serate estive in riva al mare. Questo spumante è disponibile nel formato standard da 0,75 l e nella versione magnum da 1,5 l.

Il Segreto della Penisola del Sinis: Un Terroir Unico

Ciò che accomuna questi tre straordinari rosé è il terroir della penisola del Sinis e della valle del fiume Tirso. Qui, la vicinanza al mare, i terreni di diversa origine e il clima mediterraneo creano le condizioni ideali per la coltivazione di vitigni autoctoni come il Nieddera e tradizionali come il Cannonau.

I vigneti, allevati principalmente a spalliera con sistemi guyot e cordone speronato, e in alcuni casi anche ad alberello tradizionale, beneficiano della costante ventilazione marina che preserva la sanità delle uve e ne esalta gli aromi. La resa controllata è tra gli 80 e i 90 quintali per ettaro.

“Oggi i vini rosati non sono più considerati semplici alternative estive, – spiega Alessandro Contini, presidente della Cantina Contini –  ma prodotti di eccellenza con una propria identità distintiva, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti. Il loro equilibrio tra accessibilità e carattere li rende perfetti tanto per l’appassionato quanto per chi si avvicina per la prima volta al mondo del vino. Per noi il rosé non è mai stato una moda, ma un modo autentico di raccontare il nostro territorio. Ogni bottiglia nasce da una scelta precisa: rispettare le origini, valorizzare i vitigni autoctoni come il Nieddera e offrire un vino che sia al tempo stesso identitario, accessibile, talvolta sorprendente”

Contini 1898

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