I vini bianchi Contini Nieddera, Karmis, Tyrsos e Pariglia aprono la nuova stagione dopo la 127ª vendemmia. L’obiettivo: riportare il vino nella quotidianità con un posizionamento chiaro.
La Cantina Contini 1898 inaugura l’anno nuovo avviando l’imbottigliamento dei vini bianchi e rosati dell’annata 2025, atto conclusivo della 127ª vendemmia della sua storia. I primi lotti di Nieddera, Karmis, Tyrsos e Pariglia sono stati imbottigliati in leggero anticipo, in continuità con un calendario che negli anni ha progressivamente anticipato i tempi di raccolta e lavorazione.

Quella del 2025 si conferma un’annata regolare, risparmiata da eventi climatici estremi e positiva non solo per l’elevata qualità, ma “finalmente anche per la quantità”. Le produzioni registrano un lieve incremento rispetto al 2024, frutto di una stagione stabile che ha permesso una gestione fluida ed efficiente delle fasi di vinificazione e affinamento.
«Rispetto agli anni precedenti abbiamo subito meno l’effetto della siccità, motivo per cui la quantità è aumentata – spiega Mauro Contini, responsabile della produzione e vicepresidente della Cantina –. Tuttavia, abbiamo scelto di anticipare l’imbottigliamento per ottimizzare i nuovi cicli produttivi ormai consolidati in azienda».

I protagonisti della nuova annata del vini bianchi Contini
Tra le etichette 2025 dei vini bianchi Contini non può mancare il Karmis Isola dei Nuraghi IGT, vino simbolo e tra i più amati della cantina. Prodotto da quasi trent’anni dalla famiglia Contini, vendemmia dopo vendemmia ha definito un carattere distintivo che lo rende immediatamente riconoscibile. Accanto al Karmis, il Tyrsos Vermentino di Sardegna DOC si conferma un riferimento per il territorio del Sinis: ottenuto da uve coltivate nella valle del fiume Tirso, nell’alto Campidano, nasce su terreni alluvionali a basse altitudini che gli donano un timbro mediterraneo. Completa la linea dei Vermentini il Pariglia, espressione delle terre di ossidiana del Monte Arci, dove i suoli vulcanici conferiscono al vino una marcata identità minerale.
Tra i primi ad andare in bottiglia c’è anche il Nieddera Rosato Valle del Tirso IGT, che rappresenta l’anima più autentica e antica del Sinis. Questo vitigno autoctono, vinificato in rosato, si distingue per freschezza e versatilità, confermando l’impegno dell’azienda nel custodire e valorizzare le varietà storiche interpretandole in chiave moderna.
Visione e Mercato
L’annata appena chiusa rafforza la direzione stilistica aziendale. «I bianchi stanno crescendo nei consumi e questo ci conferma che uno stile pulito, coerente con il territorio e riconoscibile viene apprezzato – prosegue Mauro Contini –. Il nostro obiettivo è fare vini che piacciono e che raccontino davvero il Sinis e la Sardegna».
Lo scenario economico generale resta tuttavia complesso, segnato da fattori macroeconomici e da un cambiamento strutturale nelle abitudini di spesa. «Il calo dei consumi è reale e diffuso – spiega Andrea Atzori, responsabile commerciale della Cantina per il mercato regionale – ed è legato all’inflazione e all’aumento dei costi lungo tutta la filiera. Il vino, in particolare nella ristorazione, sta diventando meno accessibile per il ceto medio a causa dei ricarichi che lo rendono spesso una scelta onerosa».
In questo contesto, la Grande Distribuzione continua a tenere, pur con logiche sempre più selettive. «La sfida – conclude Atzori – è restare coerenti, difendere identità e qualità senza perdere contatto con il mercato reale. Oggi più che mai servono vini leggibili, affidabili e con un posizionamento chiaro».

Una direzione che il 2026 sembra voler seguire: meno estremi, più equilibrio e una produzione che guarda al futuro con la consapevolezza che il vino deve tornare a essere parte della quotidianità, e non un bene esclusivo.