Una sera a Belgravia, sette vini e una degustazione riservata: la nostra tappa londinese nell’anno dell’anniversario
Trent’anni fa nasceva Karmis. Vernaccia e Vermentino insieme, nessun legno, solo bâtonnage e pazienza — un bianco che allora era una scommessa e che oggi è una delle etichette con cui ci riconoscono nel mondo.
Le celebrazioni per questo bianco icona sono iniziate a casa, nel Sinis e in Sardegna: il convegno di giugno, la trade experience, le persone che sono venute a Cabras a bere Karmis dove Karmis nasce. Poi, il 5 agosto, l’abbiamo portato fuori. A Londra, al Joe’s Bar, al primo piano di Oliveto, indirizzo che chi ama la cucina italiana e sarda non può certo ignorare.
Il piano di sopra di Oliveto
Si chiama Joe’s Bar, è situato sopra la sala di Elizabeth Street al civico 61 nel cuore di Belgravia. Ci siamo arrivati ospiti di OLIVO Restaurants — che i nostri vini li conosce bene, visto che li importa e li serve a Londra da anni. Un rapporto lungo, di quelli che non hanno bisogno di essere spiegati ogni volta. Oliveto è uno dei tre indirizzi di Olivo Restaurants che include: Olivo – ristorante storico di cucina sarda – al 21 di Eccleston St; Oliveto – pizza e piatti con influenze sarde – al 61 di Elizabeth St, e Olivo Mare – ristorante specializzato in piatti di mare – al 10 di Lower Belgrave St, oltre all’enoteca Olivino al 12 di Lower Belgrave Street. Oliveto, aperto nel novembre del 1995, è celebre per offrire alcune delle pizze più apprezzate della città e piatti tradizionali; al primo piano ospita il Joe’s Bar, rifugio molto intimo arredato con poltrone confortevoli, un camino con camino aperto (open fire) e una terrazza esterna riscaldata, ideale per un aperitivo pre-cena o un drink nel dopo-serata – aperto dal martedì al sabato, dalle ore 18.

Attorno al tavolo, una degustazione riservata: critici, Master of Wine, firme del giornalismo enogastronomico britannico e voci digitali che a Londra dettano il gusto. Il tipo di pubblico davanti al quale un vino non può appoggiarsi al racconto: o sta in piedi da solo, o non sta in piedi.
Il quarto bicchiere è il Karmis
La selezione l’ha costruita Andrea Balleri, sommelier e responsabile del mercato estero della cantina, lavorando insieme alla cucina di OLIVO — che porta tutti i suoi prodotti più freschi dall’isola. Sette vini, sette piatti preparati dallo chef sardo Andrea Orrù, e un percorso pensato per portare la stampa in un viaggio estivo lungo le produzioni della Valle del Tirso e Terre d’Ossidiana.
Si parte con Attilio Brut e pane carasau con olio extravergine sardo: il nostro Charmat da uve Vernaccia, bollicina fine e chiusura salina. Il modo più diretto per dire da dove veniamo. Poi il Vermentino Olivo con prosciutto sardo e melone, e l’Elibaria, Vermentino di Gallura DOCG, con un’insalata di branzino: qui si cambia per un attimo area dell’isola, tra granito, vento ed escursione termica — un Vermentino più teso e minerale, con rosmarino e macchia mediterranea dentro.
Il quarto bicchiere è Karmis, nella veste 30th Anniversary, servito con una tartare di tonno all’olio, limone e erba cipollina. È il momento in cui la serata si è fermata un attimo. Miele, fiori gialli, quella tensione minerale che il bâtonnage costruisce senza mai passare dal legno: sul tonno crudo ha funzionato esattamente come speravamo. Trent’anni dopo, davanti a un tavolo così, regge da solo.

Da lì in poi si va verso il finale. I Giganti Rosa con un mini vitello tonnato — Cannonau e Nieddera, macerazione brevissima, un 10% in barrique: non il rosato fruttato di servizio, la Nieddera gli dà nervo. Cannonau Olivo con carpaccio di manzo, rucola, parmigiano e tartufo, un Cannonau che sta dalla parte della freschezza. E in chiusura la Vernaccia di Oristano DOC Flor 2021 – la grande attesa della serata – con bottarga di muggine e alici marinate: quattro anni in caratelli scolmi di rovere e castagno, sotto il velo di flor che si forma da solo, mandorla in fiore, chiusura amaricante. Uno di quegli abbinamenti che non si spiegano, si bevono.

Perché proprio qui
Olivo l’ha aperto Mauro Sanna nel 1990. Era arrivato a Londra da Cagliari nel 1977 appena ventenne e ha fatto una cosa che allora non faceva quasi nessuno: invece di aprire l’ennesimo “italiano”, ha messo la Sardegna al centro. Bottarga, carasau, fregula, in un momento in cui all’estero la cucina italiana veniva raccontata tutta uguale.

Da quella prima insegna sono nati Oliveto per le pizze, Olivomare per il pesce, Olivino per il deli e i vini. Il metodo è rimasto lo stesso: prodotto importato dall’isola, personale in gran parte italiano e sardo, e tanto lavoro fatto con passione. Nel 2019 l’Ambasciata d’Italia a Londra gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per quello che ha fatto in questi anni per la cucina e il vino italiani nel Regno Unito.
Ecco: se dovevamo portare i trent’anni di Karmis fuori dalla Sardegna, non c’era posto più giusto di casa sua.