È iniziata lunedì 17 agosto la vendemmia nelle tenute Contini della Bassa Valle del Tirso e del Sinis, al 128° anno dalla fondazione della cantina più antica della Sardegna. Le prime attività di taglio hanno riguardato le uve Nieddera e Vernaccia destinate agli spumanti, nelle vigne tra Cabras, Nurachi e Riola Sardo.
L’avvio si inserisce in una stagione comunque precoce rispetto ad un decennio fa, ma in linea con il 2025. La priorità, in queste prime settimane, è proteggere i grappoli dallo stress termico e salvaguardare l’equilibrio tra componente acida e concentrazione zuccherina, evitando un’eccessiva maturazione.
«Un’annata come questa non si affronta con il calendario, ma con il vigneto sotto gli occhi ogni giorno – spiega Mauro Contini, presidente di Cantina Contini 1898 e quarta generazione della famiglia –. Il caldo accelera la maturazione zuccherina più di quanto non faccia scendere l’acidità: sbagliare di tre giorni il momento dello stacco significa perdere la freschezza che dà identità ai nostri vini. Qui entra sicuramente in gioco l’esperienza: cicli e ondate di calore così estreme purtroppo non sono più così rare.»
Sul fronte produttivo, se la siccità prolungata solleva inevitabili preoccupazioni per una possibile riduzione delle rese, l’aspetto che rassicura è l’eccellente stato sanitario delle uve: il clima estremamente secco ha di fatto azzerato il rischio di malattie fungine come la peronospora. L’attenzione si sposta ora sulle operazioni di cantina, dove il monitoraggio continuo e la gestione delle temperature in fase di vinificazione saranno determinanti per mantenere la freschezza e l’armonia dei mosti.

Dopo le basi spumante, il calendario prosegue la prossima settimana con i primi Vermentini, già maturi, cui seguiranno nelle settimane successive le altre partite di Vermentino. Sarà poi la volta della Nieddera destinata ai rosati e, a circa tre-quattro settimane dall’avvio, delle uve rosse. La vendemmia si concluderà a fine settembre con la raccolta della Vernaccia destinata alla Vernaccia di Oristano DOC, e a inizio ottobre con le uve Vernaccia stramature per il Pontis – IGT Isola dei Nuraghi Bianco Dolce.
«Gestire il punto di maturazione ideale di uve come Vernaccia, Vermentino, Nieddera e Caddìu è oggi un lavoro quasi sartoriale – aggiunge il presidente –. Sono varietà che appartengono a questo territorio da millenni e che proprio per questo hanno strumenti di adattamento che altre non hanno. Il nostro compito è metterle nelle condizioni di esprimersi anche negli anni più caldi per mantenere inalterata continuità, stile e riconoscibilità dei nostri vini.»
La vendemmia 2026 cade infatti nell’anno delle celebrazioni per i trent’anni del Karmis, blend di Vernaccia e Vermentino che dal 1996 reinterpreta la Vernaccia di Oristano in chiave fresca e non ossidativa.